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"Il Kung Fu mira alla coltivazione del sé ( sé interiore) e al fine di realizzare il vero sé un praticante di Kung Fu vive senza dipendere dall’opinione degli altri. Dal momento che egli è autosufficiente, non può avere paura di non essere stimato.
Un praticante di Kung Fu si dedica a questa autosufficienza, e non fa dipendere la propria felicità dal giudizio degli altri.
Un Maestro di Kung Fu, a differenza del principiante, mantiene il riserbo, è tranquillo e modesto, senza il benché minimo desiderio di mettersi in mostra. Sotto l’influenza della pratica del Kung Fu la sua abilità diviene spirituale, ed egli stesso, sempre più libero grazie alla lotta spirituale, si trasforma. A lui fama e status non dicono nulla.
Un buon praticante di kung fu non è affatto orgoglioso. C’è paura ed insicurezza nell’orgoglio, perché quando mira ad essere altamente stimato, e riesce a realizzare tale condizione, automaticamente viene travolto dalla paura di perderla. La protezione del proprio status gli appare come la necessità più importante, e ciò è causa di ansietà."
(Il Tao del Kung Fu) Lee Siu Long |